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Aggiornamenti di Gmail & Yahoo: tutto quello che c’è da sapere

Eric Stelle, Senior Deliverability Consultant @ Mapp
Aggiornamenti di Gmail & Yahoo: tutto quello che c’è da sapere
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In qualità di leader nel settore delle comunicazioni email, Gmail e Yahoo spesso stabiliscono i parametri di riferimento per i fornitori che operano nel digital marketing. Insieme, questi due servizi rappresentano il 31,52% dei client di posta elettronica*. All’inizio di ottobre, sia Gmail che Yahoo hanno rilasciato alcune dichiarazioni inerenti a significative modifiche nei requisiti di autenticazione, con l’obiettivo di ridurre la presenza di email commerciali indesiderate nelle caselle di posta dei propri abbonati. Tali aggiornamenti, principalmente incentrati sull’autenticazione e sulle pratiche adottate da chi invia, sono progettati per migliorare l’esperienza del destinatario e per impattare in modo definitivo i sender impreparati.

I marketer attivi nel digitale hanno sempre molte preoccupazioni quando si tratta di pianificare l’invio delle proprie campagne email. L’obiettivo principale è quello di informare, incentivare o persuadere il destinatario a rispondere positivamente alla call to action. Tuttavia, la strada per raggiungere tale scopo si fonda su una base di best practice. Ad esempio, il contenuto dell’email dovrebbe conferire un valore tangibile al destinatario, rispondere in modo rilevante ai suoi interessi e, fondamentalmente, esistere come risultato di un accordo basato sul consenso stabilito in occasione dell’iscrizione. Le email basate su questi principi saranno più efficaci, mentre coloro che tentano di eluderli (o direttamente li ignorano) si troveranno a fronteggiare un progressivo disinteresse da parte del destinatario, con conseguenti esborsi di risorse a fronte di ritorni minimi. Nella situazione peggiore, potrebbero anche irritare i destinatari e incentivare così il temutissimo click sul pulsante “spam”.

Sebbene la maggioranza dei marketer segua le linee guida consigliate, è innegabile che le modifiche apportate dai provider suscitino una certa inquietudine. Le preoccupazioni sul grado di preparazione alle modifiche o, in alternativa, sulle azioni da intraprendere per essere conformi, sono del tutto legittime. In Mapp siamo spesso chiamati a rispondere a interrogativi di questa natura e a supportare i nostri sender nel mantenere il massimo livello di efficienza delle loro campagne. Questo articolo esaminerà le recenti modifiche annunciate da Google e Yahoo e fornirà indicazioni su come si possa rimanere conformi, garantendo così alle proprie email la migliore possibilità di raggiungere con successo la casella di posta dei loro destinatari.

 

Le novità annunciate da Gmail & Yahoo per il 2024

Google e Yahoo hanno rilasciato aggiornamenti tramite i rispettivi blog, evidenziando entrambi l’importanza dell’autenticazione e facendo riferimento alle pagine di best practice che ciascun provider fornisce. Oltre a questo, entrambi gli annunci hanno dichiarato l’intenzione di ampliare le misure adottate per prevenire l’invio di email commerciali indesiderate, comunemente note come spam.

Gmail ha avuto un anno movimentato. Ha annunciato una pulizia degli account inattivi all’inizio di quest’anno e ha dichiarato che non accetterà più email IPv4 non autenticate (per integrare un annuncio simile sull’IPv6 dell’anno scorso). Con questo ultimo annuncio, Gmail ha l’obiettivo di espandere ulteriormente tali misure e ha stabilito febbraio 2024 come data limite per la conformità dei sender. Yahoo sembra seguire una tempistica simile, sebbene con una linea temporale meno definita per il “primo trimestre del 2024”.

In particolare, ogni annuncio ha evidenziato 3 punti principali:

1. I sender devono autenticare le loro email

In passato, Gmail e Yahoo accettavano le email, e la visibilità di tali messaggi poteva cambiare in base a quanto i mittenti rispettassero le linee guida consigliate. Con l’ultimo aggiornamento, si fa riferimento esplicito al concetto di “autenticazione forte” come metodo di sicurezza, utilizzando le tecnologie SPF, DKIM e DMARC, riconosciute come lo standard del settore. I mittenti che non seguono tali norme potrebbero vedersi collocare nella casella dello spam o ricevere un messaggio di errore di rifiuto 5.7.26.

2. Rendi facile la disiscrizione

Da un po’ di tempo, Google ha implementato la funzionalità di annullamento dell’iscrizione con un solo click, ma rendere agevole per i destinatari abbandonare una campagna di email è diventato un aspetto più rilevante. Anche se potrebbe sembrare controintuitivo facilitare l’uscita degli utenti, quando il processo di disiscrizione è complicato o oneroso, i destinatari potrebbero preferire premere il pulsante spam come alternativa più semplice.

3. Assicurati che l’email inviata sia desiderata

È fondamentale mantenere l’email rilevante rispetto al consenso dato ai sender, ma questo deve essere mantenuto anche attraverso sforzi volti a conformarsi alle preferenze dei destinatari riguardo al contenuto, alla frequenza e ad altri aspetti. Gli utenti a cui vengono inviate email che desiderano raramente si lamentano; tuttavia, quando manca il consenso o non viene mantenuto, o l’email non risulta rilevante alle loro esigenze, potrebbero nascere lamentele. Come accennato in precedenza, Google sta adottando una posizione decisa riguardo al livello di spam che i mittenti non dovrebbero superare, quindi le azioni per assicurare che il tuo pubblico desideri quelle email devono essere integrate nei programmi dei sender, al pari di SPF , DKIM e DMARC.

Per la prima volta i sender ricevono indicazioni chiare: per non incorrere in problemi di deliverability, si consiglia di mantenere un tasso di segnalazioni di spam da parte degli utenti inferiore allo 0,3%.

Come devono prepararsi i sender?

I mittenti sono sempre stati motivati a seguire queste best practice, quindi inizialmente potrebbe non sembrare un cambiamento significativo per loro. Tuttavia, c’è una crescente preoccupazione per l’autenticità nelle comunicazioni digitali, un punto su cui i fornitori stanno ora focalizzando l’attenzione. Per ottimizzare il tuo programma di marketing via email, abbiamo identificato alcune azioni specifiche che puoi adottare.

LIVELLO BASICO

1.  SPF & DKIM: se i sender delegano il proprio dominio a Mapp possono dormire sonni tranquilli in quanto Mapp garantisce la validità delle voci. Coloro che non lo fanno devono gestire questo processo autonomamente, ma Mapp può assisterti per qualsiasi necessità;

2. Disiscrizione con un clic: approfitta della disiscrizione con un solo clic su ciascun invio. L’avviso specifica che i mittenti hanno due giorni per elaborare la disiscrizione e le piattaforme Mapp processano autonomamente questo feedback senza alcun ritardo;

3. Consenso: è fondamentale ottenere il consenso esplicito da parte del destinatario prima di inviare le tue email. Evita ti fare l’opt-in al posto del destinatario o di presumere che, a seguito di altre azioni come un acquisto, abbia acconsentito a ricevere le tue comunicazioni.

LIVELLO AVANZATO

1. Strumenti per i gestori (ad esempio Google postmaster tools): configurare i domini di invio attraverso questo strumento consente di ricevere feedback sulle email inviate da quei domini. È possibile trovare valutazioni aggregate per la reputazione degli IP e dei domini, ma più direttamente, qui è possibile trovare il punteggio di Segnalazione Spam riportato dagli utenti, al quale fanno riferimento in questo aggiornamento. È importante monitorare attentamente il tasso di spam.

2. Politica DMARC forte: con questo annuncio, attualmente Google richiede solo una “none” policy per gestire le email che non superano i controlli DKIM e SPF. Al momento non è ancora obbligatoria ma, considerando la loro posizione nel respingere le email non autenticate, una politica di “rifiuto” è naturalmente allineata con la direzione che questi provider vogliono che i sender vogliono che i sender seguano.

3. Gestione delle preferenze: investire tempo nell’interagire con gli utenti per conoscere le loro preferenze contribuisce significativamente a mantenere bassi i livelli di reclamo. Se un mittente invia troppe email, potrebbe scatenare reclami. Se ne invia troppe poche, i destinatari potrebbero dimenticare il motivo per cui ricevono le tue email. Non esiste un’unica frequenza di invio che sia adatta per tutti, pertanto è importante ottenere e mantenere il maggior numero possibile di dettagli sulle preferenze degli utenti.

Il team di Deliverability può supportarti

In Mapp ci impegnamo a supportare i sender! Grazie alla nostra expertise, possiamo semplificare ciò che potrebbe sembrare un elenco complicato di requisiti. Restiamo sempre aggiornati con le ultime richieste attraverso la formazione continua, in modo che i sender possano concentrarsi sulla creazione di contenuti coinvolgenti che spingono i destinatari all’azione. I nostri pacchetti di deliverability sono adattabili alle tue esigenze e i nostri esperti dedicati sono pronti a diventare i tuoi collaboratori di fiducia.

*Statistiche MTA di Mapp

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