MailChimp

MailChimp, email service provider per conto di clienti medio-piccoli, il 31 ottobre ha modificato il metodo di subscription di default da double opt-in a single opt-in: un’idea che va in direzione opposta all’evoluzione in tema di GDPR e protezione dei dati.


Cosa comporta questa modifica?

Attualmente quando volete iscrivervi a una mailing list hostata da MailChimp, riceverete una mail di conferma iscrizione. Se non cliccate sul link di conferma, l’iscrizione non verrà attivata. Ma dal 31 ottobre scorso la situazione è cambiata: gli iscritti saranno automaticamente aggiunti alla lista senza nessuna mail di conferma o link da cliccare.

Quindi la procedura si semplifica? Dov'è il problema?

Il problema è semplice: mentre il Double-Opt-In (DOI) non è esplicitamente obbligatorio, la legislazione europea, in virtù del GDPR che entrerà in vigore il prossimo maggio, prevede che il mittente abbia il consenso del destinatario all’invio di mail contenenti materiale pubblicitario. E non è possibile dimostrare il consenso in assenza del DOI. In secondo luogo, il DOI è considerato una best practice dagli ISP e le cosiddette spamtrap controllano se la buona pratica sia stata seguita. In caso contrario i mittenti rischiano di incorrere nel blocco dell’IP e che i messaggi non vengano consegnati.

D’accordo, c’è chiaramente un rischio, ma cosa succede se chiedo troppi dettagli ai miei iscritti?

In realtà il lavoro non si limita all'implementazione del DOI. La leggenda secondo cui il DOI fa perdere iscritti non ha senso: per quale motivo una mail di conferma dovrebbe impedire a una persona realmente interessata di iscriversi a una newsletter? Perché il destinatario non si fida? E’ vero che non vedrete il 100% di conferme ma è proprio questo è il senso del DOI: distinguere gli indirizzi validi da quelli inutili o pericolosi.

Diffidate dei vicini

Un’altra problematica è legata al fatto che MailChimp utilizza IP condivisi. Ciò significa che il mittente condivide gli stessi IP con altre aziende e di conseguenza condivide anche la reputazione dell’indirizzo IP. Se qualcuno che non segue le buone pratiche incorre in un blocco dell’IP perché intercettato da una spamtrap, anche gli altri mittenti avranno problemi di delivery dei messaggi. Il settore si sta muovendo in direzione di regole più rigide, viene da sé che abbassare gli standard di sicurezza sia un’idea che va contro le tendenze attuali.

Cosa può fare oggi un mittente per tutelarsi?

Potreste inviare le vostre campagne attraverso IP dedicati. La reputazione non è condivisa con nessuno e noi di Mapp, in qualità di email service provider, potremo aiutarvi a seguire le best practice per evitare ogni rischio di mancata consegna. Il nostro obiettivo è essere un ESP di qualità.