Sei un marketer data-driven? La risposta non è così semplice

Probabilmente lo avrai già sentito un milione di volte: data-driven marketing is the way. La maggior parte delle aziende capisce che, senza dati, le sensazioni e le ipotesi possono condurre a decisioni sbagliate. Tuttavia, secondo Invesp, l’87% dei marketer afferma che i dati rappresentano la risorsa meno sfruttata della loro azienda. Un altro sondaggio, inoltre, dimostra che il 58 % delle società basa almeno la metà delle proprie decisioni aziendali su “sensazioni” o “intuizioni” invece che su dati. Essere realmente dei marketer data-driven è una cosa ben differente.

“Data-driven” non è solo una bella parola da utilizzare durante i meeting (e nei post dei blog). L’impiego dei dati per capire e comunicare con i clienti è la chiave dell’approccio cliente-centrico, fondamentale nel marketing odierno. Come puoi capire allora se tu e il tuo team di marketing siete veramente data-driven? Scoprilo qui sotto.

1. Definisci gli obiettivi

Definisci metriche che sono allineate con gli obiettivi chiave di business e quantifica i risultati per scoprire in che misura la customer experience soddisfa tali goal. Come sottolinea Adweek, “è necessario assicurarsi che tutti i dati raccolti siano allineati con le esigenze delle parti interessate”.

Se non conosci il tuo obiettivo, inizia da qui: cosa vuoi scoprire in particolare sui tuoi clienti? Trovare nuovi insight in generale non è un obiettivo. I punti di partenza devono essere molto più specifici di così per poter agire su di essi. Ciò che cerchi avrà valore per la tua azienda? Oltre a cercare cosa desideri scoprire, devi anche capire il perché.

2. Possiedi i tuoi dati e il loro accesso

Questi quesiti sono fondamentali: dispongo di questi dati? Posso elaborare i dati? La risposta dovrebbe essere “Sì” ad entrambe le domande. Per poter essere data-driven, è necessario soddisfare alcuni prerequisiti:

Non sei sicuro di averli? Stila un elenco di tutte le piattaforme, le tecnologie e dei partner che hai per identificare dove si trovano i tuoi dati, chi li possiede e quanto facilmente puoi accedervi. Probabilmente dovrai anche analizzare attentamente i termini e le condizioni dei tuoi fornitori: assicurati di essere il proprietario dei tuoi dati, nessuna eccezione. Think with Google riporta: “Accertati che nessuno stia beneficiando dei tuoi dati a tua insaputa o senza autorizzazione, e che tu possa disporre dei dati quando e se inizierai a lavorare con altri fornitori”.

3. Rappresenta graficamente i dati

Hai ormai abbandonato i semplici fogli di calcolo e hai reso i tuoi dati più accessibili con l’aiuto della visualizzazione dei dati. La rappresentazione dei dati in diagrammi e grafici consente di riconoscere schemi e tendenze, che altrimenti non verrebbero identificati, e costruire modelli predittivi.

Pertanto non è solo necessario possedere i dati, è anche importante essere in grado di analizzarli e sintetizzarli. I dati rivelano storie uniche e, per non perdere nessuna informazione utilizzabile, è necessario presentarli in modo coerente. Le dashboard dei dati consentono ai decision-maker di rispondere ai quesiti più disparati e di visualizzare cifre chiave in modi diversi, ad esempio per canale di marketing, campagna, contenuto, area geografica o di business. Le dashboard permettono a tutti i reparti di utilizzare e agire sugli stessi dati.

4. Sfrutti la tecnologia

Quando si parla di marketing, non prendi decisioni in base a delle sensazioni. Al contrario, utilizzi lo stack più recente di tecnologie e marketing per analizzare i dati e migliorare la strategia. Monitori meticolosamente tutte le attività e le campagne: l’analisi diventerà la tua migliore amica.

Spesso i marketer trascorrono troppo del loro tempo a domare la tecnologia invece di concentrarsi sui dati che faranno la differenza per il loro business. Se hai la sensazione di trovarti in una situazione simile, utilizza l’elenco a partire da #2 (vedi sopra) per determinare quali strumenti di marketing hanno una funzionalità cruciale e quali, invece, non aggiungono valore al tuo stack.

Dopo aver eliminato quei fornitori che rappresentano un ostacolo, è possibile implementare un hub centralizzato, oppure una piattaforma many-in-one, per sostituire le funzionalità che hai rimosso. Solitamente un hub è una piattaforma robusta che dà la possibilità di gestire molti (o la maggior parte) degli sforzi di marketing in un unico scenario, rendendo molto più semplice unificare e attivare i tuoi dati.

Per riassumere:

I quattro punti di cui sopra ti descrivono come marketer? Se la risposta è “Sì”, allora COMPLIMENTI! Puoi definirti veramente un marketer data-driven. Se la risposta è no, allora forse non sei poi così tanto data-driven come speravi… o non ancora. Mai puoi ancora recuperare. Secondo O’Reilly, “Essere data-driven significa costruire gli strumenti, le competenze e, ancora più importante, una cultura che agiscano sui dati”.

Anche se può sembrare difficile, non devi fare tutto da solo. Mapp può essere un partner tecnologico con cui costruire una cultura data-driven. La nostra piattaforma, Mapp Cloud, consente di ottenere insight dai dati e passare all’azione in modo rapido attraverso profili cliente completi e in tempo reale che alimentano l’engagement multicanale. Sarai in grado di attingere da dati unificati, dashboard ricche di insight e customer intelligence sviluppata dall’intelligenza artificiale in modo da ottenere un vantaggio competitivo e una fedeltà del cliente a lungo termine.

È giunto il momento di trasformare i dati della tua azienda in qualcosa di importante!
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